Google+: forse disabitato, sicuramente utile

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Da quando Google ha lanciato Google+, quasi un anno fa, il social network è diventato il centro di numerose discussioni: il servizio offerto da Google è stato classificato di volta in volta come rivoluzionario, fallimentare, disabitato, in forte crescita, in stallo, con frequenti botta e risposta tra i suoi detrattori e la società californiana.

L’ultimo di questa lunga serie è quello tra Google e la società di ricerca RJMetrics: secondo quest’ultima, Google+ sarebbe “disabitato”. Prendendo in esame le informazioni contenute nelle timeline di un campione di 40.000 utenti, RJMetrics ha rilevato che la popolazione di Google+, che ammonta attualmente a 170 milioni di utenti, è caratterizzata da un engaging molto basso, specialmente per quanto riguarda la produzione di post pubblici.

Il 30 per cento degli utenti che posta uno status  pubblico la prima volta non ripete l’esperienza, il 15 per cento si ferma a cinque. Il lasso di tempo medio tra i messaggi è di 12 giorni, frequenza che diminuisce di mese in mese per ogni utente. La risposta ai posti pubblici su Google+ è estremamente debole, in media meno di un “+1″ o di una condivisione.

Dati inesatti, secondo Google, basati su un piccolo campione di utenti e, più problematicamente, su dati relativi ai post pubblici: a differenza di Facebook, infatti, Google+ è stato espressamente progettato per semplificare la condivisione con alcuni gruppi privati, senza il bisogno di rendere visibili al mondo pensieri, foto o video.

Argomentazioni non sufficienti per RJMetrics, che cita uno studio pubblicato a febbraio da comScore, in cui emerge come gli utenti abbiano passato circa 3 minuti al mese su Google+ a gennaio, un tempo davvero misero rispetto alle 7,5 ore medie su Facebook. “Uno studio impreciso”, è stata la risposta di Google.

A spezzare una lancia in favore del progetto Google+ è stato Danny Sullivan, direttore di Search Engine Land: Google+ è infatti uno strumento utilissimo, per Google, per migliorare le prestazione nel suo core business: la ricerca. “Google+ consente a Google di raccogliere direttamente voti e preferenze su ciò che alla gente piace, una possibilità in più per affinare i processi di ricerca e di ranking delle pagine”.

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