Social network per scienziati

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Gli scienziati sono fra le categorie che si avvantaggiano di più dall’utilizzo dei social network: con varie forme di comunicazione online avevano anzi anticipato il fenomeno ben prima che divenisse di massa. L’ho letto in un articolo della società americana Comprendia, specializzata nel marketing delle biotecnologie: scambiare informazioni in tempo reale è di particolare aiuto nelle professioni scientifiche per essere aggiornati sulle novità, scambiare opinioni con gli altri esperti in tutto il mondo e pubblicizzare le proprie ricerche.

Le prime forme di condivisione di contenuti scientifici su internet sono state le mailing list e le pubblicazioni open access. Il sito PubMed, un database bibliografico delle ricerche scientifiche di ambito biomedico, è approdato su internet nel 1996. Sono nati poi numerosissimi blog a carattere scientifico, fra cui “In The Pipeline“, molto famoso in America, e aggregatori di blog come ResearchBlogging e ScienceSeeker.

Con l’arrivo dei social network veri e propri, gli scienziati non hanno perso l’occasione: solo negli Stati Uniti sono su Facebook oltre 700.000 laureati in discipline di area biomedica. Sono dedicati a temi scientifici moltissimi gruppi e pagine su Facebook, che è anche uno strumento di promozione fondamentale per aziende di tecnologia e istituti di ricerca. Anche su Linkedin sono popolari le discussioni di argomento scientifico, riservate però agli addetti ai lavori. La conferenza ScienceOnline2012 è stata seguita su Twitter con l’hashtag #scio12 da quasi 4.500 utenti (pari a 10 volte il pubblico presente in sala), che hanno twittato oltre 38.000 aggiornamenti.

Infine, sono nati vari social network di ambito esclusivamente scientifico, fra cui ResearchGate, con quasi un milione e mezzo di iscritti, BiomedExperts, CiteULike e molti altri.

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