Da schermo a schermo, il tempo del multiscreen

tom cruis minority report

L’ultima ricerca di Google sull’utilizzo dei media mette in luce non solo tanto il digitale domini ormai la nostra vita, ma quanto tempo spendiamo passando da uno schermo all’altro. E i mezzi di comunicazione tradizionali, come giornali e radio faticano a stare al passo.

Dall’analisi condotta su 1.611 cittadini statunitensi (consultabile sotto e realizzata in collaborazione con Ipsos e Sterling Brands), emerge innanzi tutto come l’utilizzo dei media digitali occupi il 90% del totale del nostro tempo dedicato ai mezzi di comunicazione, quasi quattro ore e mezzo al giorno. E soprattutto come per le persone sia diventato sempre più comune dividere il proprio tempo su due schermi.

In totale, i cittadini digitali si muovono fra quattro schermi, con la TV che la fa ancora da padrona, ma sempre più spesso come sottofondo o compagnia (77% degli intervistati), mentre contemporaneamente si utilizza un altro strumento, come smartphone, pc e tablet.

Se il tablet è percepito ancora come una sorta di giocattolo (le attività vengono portate a termine con cellulari e computer) e ha un tempo di utilizzo basso, gli smartphone sono il principale mezzo con cui si naviga, si fanno acquisti o si interagisce in particolare durante la visione della tv, e vengono definiti dalla ricerca “la spina dorsale dell’uso quotidiano dei media”.

Dall’analisi (che non ha preso in considerazione i lettori digitali come Kindle, che nella versione americana presenta anche annunci pubblicitari) è evidente come quella del multi-schermo sia una miniera d’oro dalle potenzialità non sfruttate. Se spendiamo sempre meno tempo su giornali e radio, perché i mezzi tradizionali raccolgono ancora una parte importante degli investimenti in pubblicità?

Non sappiamo se e come Google cercherà di sfruttare le opportunità suggerite dalla ricerca, ma è certo che esiste un angolo di mondo on line ancora poco esplorato e chi lo occuperà sarà in grado di sbaragliare la concorrenza.

Multiscreenworld Final by TechCrunch

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