Più visibilità alla CSR con i Social Media

corporate social responsibility CSR

Secondo il rapporto 2011 del Reputation Institute, il programma CSR di un’azienda può essere responsabile di oltre il 40% della reputazione dell’azienda stessa, mentre le società con forti programmi di leadership sociali rivolti all’esterno migliorano il morale dei propri dipendenti del 55% e l’efficienza interna del 43%.

Questi dati, insieme a quelli ormai abituali relativi alla crescita degli utenti dei social network (Facebook vanta oggi più di 800 milioni di utenti nel mondo, Twitter ne ha più di 200 milioni, LinkedIn 64 e in continua crescita, e il 23% di tutto il tempo trascorso online è sui social network), delineano come fondamentale il presidio delle grandi imprese sui social network.

I social network sono in gradi di aggregare un pubblico enorme sulla base di cause e interessi comuni, e la loro diffusione sta progredendo di pari passo con l’aumento dell’attivismo on line. Gli utenti sono una parte attiva nel dibattito sulla Rete, e i meccanismi di condivisione possono creare un circolo virtuoso di diffusione e conoscenza delle iniziative aziendali. Come, allo stesso tempo, possono danneggiare profondamente la reputazione di un’impresa, nel caso di una campagna mal progettata (come McStories di McDonald).

Le grandi aziende, investendo nella promozione della CSR su queste piattaforme, possono diventare attori fondamentali di fenomeni aggregativi. Un cambiamento di rotta storico.

Non è un caso se il connubio tra comunicazione aziendale social network è stato anche indicato da Forbes come una delle tendenze fondamentali per la CSR nel 2012: Facebook e Twitter si affermeranno sempre di più, affiancando e tavolta sostitutendo gli stessi bilanci annuali sulla CSR. I social media offrono infatti la possibilità di interagire direttamente con il programma di CSR delle aziende, con l’opportunità di monitorare le istanze degli utenti sugli argomenti all’ordine del giorno.

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