I tweets aumentano le vendite online: lo dice Twitter

Twitter per le agenzie

Nonostante viviamo in un era in cui gli investimenti in pubblicità sui social network fanno registrare ogni anno cifre da record, c’è un problema che da sempre preoccupa i marketers e le aziende che investono su questo tipo di piattaforme: l’inefficienza degli strumenti a disposizione per la misurazione dell’effettiva efficacia delle campagne social in termini di aumento delle vendite.

Un importante contributo in tal senso, ci viene offerto da Twitter e Compete, che hanno collaborato per condurre uno studio sull’effettiva capacità dei tweet di tradursi in un aumento delle vendite.

La ricerca è stata condotta su un campione di 2,600 cittadini statunitensi esposti ai tweet promozionali di 700 aziende (tra cui Amazon, Nike e Walmart) sul sito twitter.com (esclusi quindi gli accessi da smartphone e tablet). I risultati ottenuti sono stati poi confrontati con quelli ottenuti da due gruppi di controllo, uno formato da utenti di Twitter che non hanno visualizzato alcun tweet promozionale da parte delle aziende, e un altro da utenti di internet in generale.

La ricerca ha messo in luce dati molto interessanti:

Il 39% degli utenti che hanno visualizzato i tweet promozionali delle aziende hanno successivamente effettuato acquisti dai siti web di queste ultime, contro il 33% degli utenti di Twitter non esposti ai tweet promozionali e il 27% degli utenti di internet in generale. Tale risultato si è ripetuto indistintamente per tutte le categorie di prodotto analizzate (prodotti per la salute, sport, libri, cosmetica ecc).

Un ‘altro dato di particolare interesse è l’esistenza di un “punto di saturazione” oltre il quale un aumento dei tweet promozionali visualizzati non si traduce in un aumento delle vendite. Un solo tweet promozionale raggiunge un tasso di conversione del 36.3%, mentre 12 tweet raggiungono il 51,4%. Generalmente, un numero superiore a 12 tweet promozionali pubblicati da un’azienda potrebbe costituire un’arma a doppio correndo il rischio di essere percepiti come “spam” dall’utente.

Nonostante la ricerca si stata commissionata da Twitter stessa, i risultati ottenuti saranno ugualmente di grande interesse per tutte le aziende i marketers indecisi su quale piattaforme social canalizzare i propri investimenti.

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