Il fondatore di Uber si confessa. “Voglio distruggere il monopolio dei taxi”

Uber TAXI

A Londra, diecimila tassisti stanno pianificando lo sciopero del mese prossimo per protestare contro l’aumento del servizio di Uber, l’applicazione che consente a piloti privati di fargli concorrenza.

Le proteste e le polemiche legate al suo servizio non sono una novità per il co-fondatore e CEO di Uber Travis Kalanick. Kalanick però affronta quelli che lui chiama “schemi protezionistici” in tutte le città dove ha deciso di lanciare Uber, ha dichiarato in un’intervista al Financial Times.

Kalanick sembra così in grado di gestire la pressione. Chi lo conosce dice che è un dirigente modello la cui intensità nel lavoro può sembrare scoraggiante e altri colleghi sono convinti che solo da una personalità del genere si è in grado di creare grandi aziende, soprattutto quando ci si schiera contro grandi industrie consolidate, come quelle dei taxi.

E Kalanick, al Financial Times, si è descritto proprio in questo modo: “Sono un trust-buster natural born”, ha detto della sua missione per distruggere i cartelli dei taxi.

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Source: BusinessInsider.com

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One Comment;

  1. COSIMO dice:

    Forse non e’ stato detto che in Italia dal 2006 ad oggi il Governo ha dato via libera ai Comuni di rilasciare migliaia di autorizzazioni di N.C.C. le quali oggi le grosse societa’ effettuano su tutto il territorio NAZIONALE una concorrenza sleale e spietata, riducendo al minimo i guadagni dei tassisti, allora che ben vengano sistemi innovativi tecnologici, pero solo ed esclusivamente per i taxi, Considerando che gia esiste una legge di regolamentazione che in passato fu fatta per il rispetto delle regole civili e democratiche. Forse oggi non esistono piu regole, e non esiste piu il rispetto di una CATEGORIA che gia da molto tempo e’ stata abbandonata dal governo e da tutte le istituzioni locali, in quanto gli operatori del settore TAXI stanno chiedendo da tempo interventi seri a riguardo, LAVORO USURANTE, e riconoscimento di un servizio di PUBBLICA UTILITA’, Da molti anni vediamo colleghi giovani che si ammalano e muoiono per malattie professionali a riguardo, senza avere il minimo di riconoscimento dalle istituzioni, e considerare che si va in pensione con cifre da FAME.Se il Signor UBER ha deciso di entrare nella nostra attivita’, se e’ disposto a darci subito una LIQUIDAZIONE equa al costo del valore attuale delle licenze, permettendoci di lavorare fino e al’eta prevista dalla legge, assumendosi tutti gli oneri pensionistici e contributivi, che ben venga LIBERAMENTE. ALTRIMENTI CI LASCIASSE IN PACE PERCHE’ OGGI GIA E’ DIFFICILE ANDARE AVANTI .

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