Io, robot

Wall-e Eve robot

I robot sono sempre più presenti nelle attività umane legate all’energia e all’ambiente: dalla raccolta di rifiuti pericolosi alla ricerca di materie prime

Fanno i lavori che non vogliamo o non possiamo fare. A parte gli usi nella medicina e nelle pulizie, sono sempre più numerosi e importanti anche nei settori dell’energia e dell’ambiente.

Per esempio possono perlustrare i fondali marini alla ricerca di materie prime, o entrare nelle centrali elettriche per verificare lo stato di sicurezza o anche per la manutenzione ordinaria. Per non parlare dei rifiuti: sono in grado di andare alla ricerca dei rifiuti tossici, localizzarli e maneggiarli. Insomma, tutte le volte che un ambiente è proibitivo o scomodo per noi esseri umani, lì entrano in gioco i robot.

Alcuni di loro sono addirittura in grado di digerirli, i rifiuti, per produrre energia: in pratica, i loro movimenti sono azionati dall’energia che assimilano dai rifiuti. In altri casi invece prendono l’energia direttamente dal sole: basta un pannello fotovoltaico.

Sono fatti nei modi più disparati, a seconda delle esigenze: hanno la forma di un veicolo cingolato, oppure sono sferici, o snodabili, a forma di serpente, o anche vagamente antropomorfi. E in alcuni casi possono cambiare forma in base alle necessità del momento. Hanno colli estensibili e braccia mobili; sono dotati di telecamere, sensori per la temperatura e, dove serve, per la radioattività. Alcuni di loro sono in grado di camminare in terreni bagnati o anche sott’acqua, altri perfino di nuotare, altri ancora invece saltellano come grilli.

Sono un prodotto della tecnologia di punta, e quindi sono anche una risorsa economica per le industrie; tutti li immaginano giapponesi o americani, ma lo sapevate che l’Italia è uno dei Paesi all’avanguardia? A Genova è nato il Polo della robotica, che raccoglie le industrie del settore e le mette in collegamento con la ricerca universitaria.

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